Chi siamo

eQuommerce è un progetto sviluppato e gestito dalla start-up innovativa Made in Valley S.r.l.s. che è stata costituita nel gennaio del 2014 e di cui fanno parte 12 giovani imprenditori della Valle d'Aosta.

Con il progetto eQuommerce abbiamo realizzato il primo social network internazionale per creare e gestire facilmente i gruppi di acquisto solidali e fornire alle aziende agricole strumenti per la vendita dei loro prodotti ai GAS.

Il progetto è nato dopo aver constatato che il comparto agricolo mondiale dei piccoli e medi produttori è in forte crisi e che le famliglie hanno visto diminuire il loro potere d'acquisto e di conseguenza la possibilità di accedere a cibi genuini.

Il continuo aumento dei costi del carburante, la forte dipendenza dalle condizioni metereologiche non sempre favorevoli, gli alti costi del personale, le sempre maggiori difficoltà ad accedere a finanziamenti bancari e contributi regionali e statali, l’impossibilità di reperire facilmente manodopera qualificata, la continua crescita delle imposte fiscali e le difficoltà nel riuscire a vendere i propri prodotti ad un adeguato valore aggiunto di fatto comportano un sempre maggiore abbandono, da parte degli agricoltori, di tale professione e l’interruzione del classico avvicendamento padre-figlio nella conduzione delle aziende. Anche i dati Istat del 6° e 5° censimento generale dell’agricoltura confermano la situazione di crisi, riportando una diminuzione del numero delle aziende agricole in Italia da 2.405.453 nel 2000 a 1.630.420 nel 2010 con un decremento pari al 32,2%.

Secondo i dati ISTAT (anno 2013) la spesa delle famiglie per i generi alimentari è sostanzialmente stabile, passando da 468 a 461 euro, nonostante la diminuzione significativa di quella per la carne (-3,2%) e la messa in atto di strategie di contenimento della spesa. Continua ad aumentare sia la quota di famiglie che ha ridotto la qualità o la quantità dei generi alimentari acquistati (dal 62,3% del 2012 al 65%), sia quella di famiglie che si rivolge all'hard discount (dal 12,3% al 14,4%).

L’acquisto tramite i gruppi solidali privilegia la qualità e tracciabilità del prodotto rispetto al prezzo finale ma nel contempo permette risparmi medi del 22,5%.

Realtà legate al mondo del commercio solidale stanno creando nuove opportunità per gli agricoltori e crescono considerevolmente, in tutto il mondo, comunità di persone che acquistano collettivamente prodotti agricoli, e non solo, direttamente dai produttori come:

  • in Italia, GAS - Gruppi di Acquisto Solidali
  • negli USA e Regno Unito, CSA - Community Supported Agriculture
  • in Francia, AMAP - Associations pour le Maintien d’une Agriculture Paysanne
  • in Portogallo, ReCiProCo - Relações de Cidadania entre Produtores e Consumidores
  • in Belgio, GASAP – Groupes d’Achat Solidaires de l’Agricuture Paysanne
  • in Germania, Landwirtschaftsgemeinschaftshof
  • in Svizzera, ACP - Agriculture Contractuelle de Proximité
  • in Spagna, ASC - Agricultura Sostenida por la Comunidad
  • in Giappone, TEIKEI
  • nei Paesi Bassi, Pergola Association

Negli anni ’60 in Giappone la chiusura di tante piccole fattorie, soffocate dal dilagante potere dell’agricoltura convenzionale, che con il suo uso smisurato di pesticidi permetteva una grande produzione di derrate alimentari, spinse un gruppo di donne allarmate e preoccupate a recuperare il contatto con gli agricoltori, per sostenere la produzione locale e avere la garanzia di prodotti sani e sicuri.

Nacquero così i Teikei  che tradotto in italiano significa “il cibo che ha la faccia del contadino” e velocemente i principi alla base di questi gruppi di acquisto si diffusero in tutto il mondo. Restituire “una faccia”, cioè una identità, al cibo che mangiamo è un’idea essenziale, perché restituisce anche dignità a chi il cibo lo produce, e con essa si recupera la storia e l’integrità dei luoghi da cui quel cibo proviene.

Il primo Gruppo di acquisto solidale  in Italia nacque a Fidenza nel 1994, poi a Reggio Emilia e in seguito in altre località; ad oggi sono diventati oltre 900 quelli ufficialmente iscritti alla Rete nazionale di collegamento, creata nel 1997, molti altri sono ugualmente attivi anche se non rendono  pubblica la loro presenza sul territorio.

Il Gruppo d’acquisto solidale sostiene la cooperazione tra produttori e consumatori, garantendo un beneficio ad entrambe le parti: l’agricoltore si assicura continuità per la sua attività e indipendenza dalla grande distribuzione, mentre il consumatore ha la possibilità di avere un rapporto diretto con chi produce il cibo e conoscere come viene prodotto.

Il consumo diventa consapevole, si privilegiano i prodotti locali e di stagione, coltivati secondo i principi dell‘allevamento e dell‘agricoltura biologica, in quella che è definita filiera corta e a km 0, perché si evitano le lunghe percorrenze per il trasporto: il gruppo raccoglie gli ordini dei componenti e lo invia direttamente al produttore, poi, una o più volte la settimana  si ritira la frutta e verdura al punto di smistamento. I GAS non si limitano però all’alimentare, ormai sono consolidate esperienze anche per quanto riguarda l’abbigliamento, le calzature e il fotovoltaico.

Un’alternativa concreta, una forma di organizzazione possibile e che funziona, una rete di consumo consapevole che si va formando, giorno dopo giorno e persona dopo persona, per riformare quell’integrità nel tessuto sociale che nel tempo si è logorata ed è andata perduta, e di cui le persone avvertono ancora il bisogno.